Lo spirito soffia dove vuole, da Paullo al delta del Nilo.

Quanta gente ha varcato quelle soglie: disabili psichici e psico-fisici, svantaggiati di ogni tipo, educatori e volontari, tecnici e professionisti, benefattori e amministratori; dirigenti bancari, imprenditori, psicologi.

Mai però era successo, in trent’anni di storia del Carro, che a mettere piede nell’officina di assemblaggio di componenti meccaniche o nei locali della stireria sociale, nelle ordinate stanze della comunità alloggio o fra i filari di pomodoro dell’orto fosse un vescovo copto egiziano e poi, per quattro settimane di fila, due suore della sua diocesi nel Delta del Nilo.

Nel giro di un anno la cooperativa sociale Il Carro di Paullo, si è ritrovata a ricevere la visita prima di Anba Paula, il vescovo copto ortodosso di Tanta, la più popolosa città del delta del Nilo, e poi a ospitare, quasi un anno dopo, due suore della sua diocesi: suor Marina e suor Mary. Obiettivo delle due missioni: conoscere esperienze italiane di accoglienza, integrazione e valorizzazione attraverso il lavoro di disabili, al fine di avviare un’opera con le stesse caratteristiche in Egitto.

Nel paese delle piramidi attualmente non esiste nulla di paragonabile alle comunità alloggio, ai centri diurni, alle attività educative e lavorative delle cooperative che riuniscono utenti e dipendenti sia normodotati che disabili, come è il caso de Il Carro..